11 giugno 2018
29 aprile 2018

Honolulu (pronuncia italiana /onoˈlulu/[1]; in inglese [ˌhɑnəˈlulu], in hawaiano [honoˈlulu]) è la capitale e città più popolosa delle Hawaii, 50º Stato degli Stati Uniti d’America, e si trova sulla costa sud-orientale dell’isola di Oahu, la quale appartiene interamente al distretto chiamato “città e contea di Honolulu” (City and County of Honolulu). La città di Honolulu si estende su un’area di 177,2 km² e ha una popolazione di 402.500 abitanti, un terzo della popolazione dell’intero distretto, che è invece pari a 1.193.744. Honolulu è formalmente un census-designated place. Il nome Honolulu significa “baia (Hono o Hana) riparata”, ed è il nome di un villaggio presso uno dei pochi porti naturali delle isole Hawaiane. La popolazione prima del contatto moderno non utilizzava porti, dato che le canoe si arenavano semplicemente sulle spiagge, ma dopo il contatto le Hawaii furono utilizzate dall’industria della pesca con il sandolo e con la baleniera, cui conveniva ancorarsi in porti sicuri, fra cui Honolulu. Il porto naturale è dovuto alla mancanza di coralli alla foce del fiume Nu’uanu, ma è stato ampiamente ristrutturato negli anni.

Statua del Re Kamehameha I di fronte all’Aliiolani Hale (Honolulu)
Nel 1804 il re delle isole Hawaiiane, Kamehameha (1758-1819), iniziatore dell’omonima dinastia, portò la capitale a Waikiki (oggi parte di Honolulu), e nel 1809 a Honolulu. La dinastia terminò nel 1895, insieme al regno delle Hawaii, quando l’ultima sovrana Liliuokalani dovette lasciare il trono per la costituzione della Repubblica delle Hawaii, annessa agli Stati Uniti tre anni dopo. Durante la seconda guerra mondiale, il 7 dicembre 1941, nell’omonimo porto militare ebbe luogo l’Attacco di Pearl Harbor, per effetto del quale il Giappone e gli Stati Uniti entrarono in guerra fra loro e contro i rispettivi alleati. Oggi Honolulu è una destinazione turistica, capace nel 2007 di attrarre 7,6 milioni di visitatori, il 62,3% dei quali giunti in aereo e atterrati allo Honolulu International Airport, che ha due piste direttamente sulla barriera corallina.

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Il Philadelphia Museum of Art si trova ad ovest della Benjamin Franklin Parkway a Filadelfia. Fu fondato nel 1876 in occasione dell’Esposizione universale che celebrava il primo centenario della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America e venne inaugurato il 10 maggio 1877.
Ogni anno il museo organizza dalle 15 alle 20 mostre ed ospita un flusso di visitatori di circa 800.000 persone. Tra le mostre più rilevanti allestite in questi ultimi tempi, sono da annoverare quella dedicata a Paul Cézanne nel 1996 e quella dedicata a Salvador Dalí nel 2005.

Il museo è situato nella parte terminale destra della Benjamin Franklin Parkway, un’importante arteria stradale cittadina, nei pressi di Fairmount Park. Chiamato originariamente Pennsylvania Museum and School of Industrial Art, la sua fondazione venne ispirata da quella del britannico Victoria and Albert Museum di Londra, anch’ esso nato in occasione di un’Esposizione universale. Poiché la primitiva sede del museo era troppo distante dal centro cittadino, venne deciso di spostarne i locali in una nuova costruzione i cui lavori vennero iniziati nel 1919 quando il sindaco repubblicano Thomas B. Smith pose la prima pietra durante una cerimonia inaugurale di orientamento massonico.

Il disegno della costruzione, di ispirazione neo-greca, fu opera dell’architetto statunitense Horace Trumbauer. La facciata del palazzo è interamente in dolomite estratta nelle miniere del Minnesota ed un frontone venne scolpito dallo scultore di origini tedesche Carl Paul Jennewein.

Alla storia di questo museo è fortemente legata la figura del celebre collezionista e filantropo americano Henry Plumer McIlhenny, il quale fu prima curatore dal 1939 al 1964 dell’ente, per poi diventarne direttore a partire dal 1976 fino all’anno della sua morte, nel 1986, quando donò gran parte della sua collezione personale a questa istituzione.

Il Philadelphia Museum of Art è uno dei più grandi ed importanti musei degli Stati Uniti e conserva nei suoi ambienti ben 225.000 opere d’arte dislocate in circa 200 gallerie che coprono oltre duemila anni di storia. Esso tuttavia non comprende, nella sua immensa raccolta, alcuna collezione relativa all’arte egizia, a quella romana e a quella delle civiltà precolombiane. Il motivo di questa assenza si spiega con il fatto che, in base ad un accordo stipulato durante i primi anni di vita del museo con la University of Pennsylvania, si contemplò la donazione di tutte le porcellane cinesi appartenenti all’ateneo statunitense in cambio di gran parte delle opere d’arte egizie, romane e precolombiane. Il museo conserva tuttavia alcuni pezzi di grande pregio che vengono esibiti solo in particolari manifestazioni.

Oltre alla costruzione principale, gli ambienti del museo comprendono anche quelli del Rodin Museum, che ospita la collezione più importante delle opere di Auguste Rodin al di fuori dei confini nazionali francesi e che si trova anch’esso all’interno del Fairmount Park.

6 dicembre 2017

Waikiki (in lingua hawaiiana Waikīkī, ʋaikiːkiː) è un quartiere di Honolulu, nella contea di Honolulu City and County dello stato delle Hawaii (U.S.A.). Si trova sulla costa sud dell’isola di Oahu. La spiaggia (Waikiki Beach) è tra le più conosciute del mondo. Il quartiere si estende dall’Ala Wai Canal (un canale scavato per drenare la zona umida che vi si trovava in precedenza), nel nord-ovest, al vulcano Diamond Head, nell’est. Il nome significa, in hawaiiano, acqua spruzzata, zampillante, e si riferisce alle sorgenti e ai ruscelli che alimentavano la zona umida che un tempo separava Waikiki e l’interno dell’isola. Per molto tempo, Waikiki è stato un luogo di ritiro, in particolare, è stata tale per i reali hawaiiani nel XIX secolo.

Oggi il quartiere e la spiaggia sono considerati il centro dell’industria turistica delle Hawaii, con i suoi hotel, moderni (come l’Hilton Hawaiian Village, l’Hotel Halekulani, lo Hyatt Regency Waikiki, il Trump Waikiki e lo Sheraton) e storici, risalenti all’inizio del XX secolo (come il Moana Surfrider Hotel e il Royal Hawaiian Hotel).

La spiaggia ha avuto, nel tempo, problemi di erosione, e ciò ha portato alla costruzione di frangiflutti e a progetti di riempimento della spiaggia. Ad esempio, negli anni venti e trenta, la sabbia fu prelevata da Manhattan Beach e trasportata a Waikiki.

27 ottobre 2017

“Non seguire il sentiero già segnato; va invece, dove non vi è alcun sentiero, e lascia una traccia”… s_bambarén

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