Sri Lanka
29 Apr 2018

Lo Sri Lanka (pron. [sriˈlanka][5]), il cui nome ufficiale è Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka (ශ්රී ලංකා in singalese / இலங்கை in tamil), conosciuta anche come Ceylon ([ˈsilon][6]; nome ufficiale fino al 1972), è uno stato insulare che si trova in Asia, e occupa l’omonima isola al largo della costa sud-orientale del subcontinente indiano. Per la sua forma particolare e la sua vicinanza alla costa indiana è stata soprannominata lacrima dell’India. È parte del Commonwealth britannico. Le lingue ufficiali (nazionali) sono il singalese e il tamil. Ad esse si aggiunge l’inglese, lingua di collegamento.
Nell’antichità, lo Sri Lanka fu conosciuto con diversi nomi. Gli antichi geografi greci la chiamarono Taprobane, e gli arabi Serendib (da cui deriva il termine serendipità). Dai portoghesi, che vi arrivarono nel 1505, fu chiamata Ceilão, da cui, per traslitterazione inglese, Ceylon (in italiano “silon”). Nel 1972 il nome del paese fu cambiato in “Repubblica libera, indipendente e sovrana dello Sri Lanka” (in singalese śrī laṃkā, IPA [ˌʃɾiːˈlaŋkaː]). Gli abitanti si riferiscono all’isola come ලංකාව Sri Lanka. Il nome attuale deriva dalla parola sanscrita laṃkā, che significa “isola risplendente”, termine già usato negli antichi racconti epici indiani Mahābhārata e Rāmāyaṇa.
I primi abitanti furono i Vedda. I Singalesi giunsero nello Sri Lanka nel tardo VI secolo a.C.. Il Buddhismo fu introdotto inizialmente durante la metà del III secolo a.C., in contemporanea con uno sviluppo della civiltà con la creazione di città come Anurādhapura e Polonnaruwa (oggi importanti siti archeologici). Anche i Tamil dall’India meridionale si stabilirono nell’isola, l’entità e l’epoca precisa dell’emigrazione sono tuttora oggetto di dispute, ma attorno al XIII secolo c’era una considerevole presenza tamil nella zona settentrionale dell’isola e molte comunità di pescatori lungo le coste.

È però documentata, alla morte del re singalese Uṭṭiya di Anuradhapura, avvenuta nell’anno 286 dell’Era Buddista, un’invasione dei tamil provenienti dall’India del sud che, espugnata la capitale Anurādhapura, regnarono per numerose decine di anni, fino a che il sovrano tamil Elāra, dopo quarantaquattro anni di regno, fu sconfitto e ucciso da Duṭṭhagāmaṇi, del principato sudorientale di Rohuṇa (Rohaṇa), che divenne così il nuovo re dell’isola nell’anno 101 a.C.[7] I Tamil in Sri Lanka svilupparono una cultura distinta da quelli che si trovavano in India. I rapporti tra Tamil (dell’India e dello Sri Lanka) e Singalesi furono complessi, talvolta pacifici, talvolta bellicosi, con invasioni in entrambe le direzioni e fusioni tra i due popoli.

Dopo il regno Polonnaruwa, la capitale singalese fu spostata in diverse città nei secoli successivi. La capitale era a Sri Jayewardanapura Kotte quando le regioni costiere furono occupate dai Portoghesi nel XVI secolo – sbarcarono a Colombo nel 1505 -, attratti dal commercio di spezie e cannella.

I portoghesi furono seguiti dagli olandesi nel XVII secolo. L’intera isola fu ceduta al Regno Unito nel 1796 e diventò una colonia della corona nel 1802. Ceylon divenne indipendente nel 1948. Il 26 settembre 1959 fu assassinato il primo ministro Solomon West Ridgeway Dias Bandaranaike, marito di Sirimavo Bandaranaike e padre di Chandrika Kumaratunga, entrambe diventate anni dopo primo ministro. Nel 1972 il nome venne cambiato in Sri Lanka e il parlamento spostato a Sri Jayawardenapura Kotte. Le tensioni tra la maggioranza singalese e la minoranza tamil sfociarono in violenze a metà anni ottanta in seguito a un attacco a soldati singalesi da parte delle Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam. Ciò portò a disordini, con la morte, in soli tre giorni, a Colombo di un migliaio di tamil, molti altri diventarono rifugiati. Decine di migliaia di persone morirono in questo conflitto etnico.

Un’elaborazione al computer del movimento dello tsunami dell’Oceano Indiano del 26 dicembre 2004
Nel dicembre 2001, dopo vent’anni di lotta, le Tigri Tamil e il governo hanno firmato insieme una tregua, con la Norvegia come mediatore del processo di pace (siccome colpevole di aver segretamente venduto armi alle Tigri Tamil). Le Tigri Tamil sono state dichiarate organizzazione terroristica dagli Stati Uniti e il Regno Unito seguito dagli altri 26 paesi dell’Unione europea, Australia, India e Canada. La presidente Chandrika Kumaratunga ha ammesso all’ONU che ci sono profonde discriminazioni radicate nella società singalese che portano al terrorismo ma finora non è stato messo in atto nulla per garantire l’uguaglianza alla popolazione tamil.

Il 26 dicembre 2004 le coste meridionali e orientali dello Sri Lanka sono state devastate da un violento maremoto. Il numero sembra essere di circa 40.000 morti, anche se risulta difficile stabilire il numero esatto delle vittime.

In seguito alla situazione di difficoltà creata dallo tsunami, gli scontri tra le Tigri Tamil e i militari si sono affievoliti enormemente, portando tutta la popolazione a gesti di generosità, pace e fratellanza. Questa situazione di estremo shock è stata però sapientemente utilizzata da una piccola cerchia di influenti uomini d’affari del paese per far approvare varie leggi dal carattere liberista che hanno portato a forti privatizzazioni sia di aziende che di terre. Proprio i nuovi piani regolatori delle zone costiere hanno impedito la ricostruzione delle case e dei porticcioli precedentemente distrutti dal maremoto a favore invece della costruzione di nuovi impianti turistici. La maggior parte della popolazione che fu accolta in campi temporanei nell’entroterra, non poté quindi più far ritorno nelle zone costiere d’origine, perdendo non solo le proprie terre ma anche la loro unica fonte di sostentamento ossia la pesca. Questi nefasti eventi hanno riacceso la miccia degli scontri etnici.[8] In ogni caso la maggioranza dei tamil convive pacificamente con la maggioranza singalese presente all’interno del Paese.

Invece i ribelli Tamil si trovano in assetto separatista ad est e, soprattutto, a nord. In quest’ultima regione, Tamil Eelam essi hanno costituito uno stato ‘de facto’ con propri organi di polizia, giustizia e fisco. Hanno appena 10.000 combattenti, confrontati con 250.000 governativi, ma sono finanziati dall’imponente diaspora tamil in America, Canada, Regno Unito e Australia.[9] L’organizzazione militare, durante l’attacco a Colombo a fine marzo 2007, ha potuto contare anche sull’appoggio aereo di un imprecisato numero di velivoli leggeri Zlin Z-143 modificati per trasportare bombe. Tali velivoli appartenevano alle “Air Tigers”, la componente aerea tamil che ne avrebbe avuto a disposizione un massimo di cinque. Le Tigri Tamil avevano già portato a termine con successo ardite incursioni navali con l’utilizzo di barchini esplosivi e attacchi kamikaze, ma queste operazioni aeree hanno mostrato un livello decisamente superiore rispetto a tutti gli altri movimenti insurrezionali che non sono mai riusciti a contrapporre un'”aviazione ribelle” a forze regolari.[10] Al 2005 è in carica il presidente Mahinda Rajapaksa del Partito della Libertà, di impronta socialdemocratico e nazionalista e contrario alle concessioni nonché al federalismo del paese. Le Tigri Tamil vorrebbero un’ampia autonomia nella regione settentrionale, dove vi è la città di Jaffna.

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