Nuova Caledonia
22 settembre 2017

 

È situata a circa 1.500 km a est della costa australiana, nella zona sud-occidentale dell’Oceano Pacifico. La Nuova Caledonia (in francese: Nouvelle-Calédonie, in kanak: Kanaky) è una collettività francese d’oltremare, situata nell’Oceano Pacifico sudoccidentale vicino all’Australia. Il suo capoluogo è Numea. I suoi abitanti vengono chiamati Neocaledoni.
Contesa fra Gran Bretagna e Francia durante la prima metà del XIX secolo, l’isola, nel 1853 divenne possedimento francese. A partire dal 1864, servì da colonia penale per quarant’anni. Della Nuova Caledonia fanno parte anche le Isole della Lealtà (Marè, Lifou, Ouvea, Tiga, Mouli e Faiava) e l’Isola dei Pini.

La vita politica è complicata dal fatto che la popolazione indigena Melanesiana, la comunità Kanak, è ora una minoranza (44%) a causa del declino della popolazione e dell’immigrazione avvenuta sotto il dominio francese. Il resto della popolazione è composto dai discendenti dei deportati francesi, conosciuti come caldoches, e da una piccola minoranza est-asiatica.
La rivendicazione dell’indipendenza da parte del Front de Liberation Nationale Kanak Socialiste (FLNKS) inizia nel 1985. Il Fronte, guidato da Jean Marie Tjibaou, assassinato nel 1989, chiedeva la creazione di uno Stato, chiamato Kanaky.

L’agitazione portò a una crescita dell’autonomia con gli Accordi di Matignon del 1988 e l’Accordo di Numea del 1998. Il 4 novembre 2018 si terrà il referendum per l’indipendenza dalla Francia. Nel 2010 si stima che la popolazione abbia raggiunto i 253.743 abitanti. Buona parte di essi abita nel capoluogo Numea[5].[2] I principali gruppi etnici sono due: quello melanesiano, 45,1% della popolazione, e quello europeo, i cosiddetti Caldoche, 34,1%. Esistono altre minoranze tra cui quella polinesiana, 11,6% e quella indonesiana, 2,5%. La popolazione è a maggioranza cristiana, il 54% della popolazione è cattolica, il 14% protestante e il 2,1% di altre confessioni cristiane. La restante parte della popolazione è legata ad altre religioni, 27%, e all’Islam, 2,7%.

La lingua ufficiale della collettività è il francese. Insieme a quest’ultimo vengono tutelate altre lingue a livello regionale, che sono: Le varie lingue dei kanak, popolo melanesiano afferente all’area austronesiana, che vengono divise in quattro gruppi: lingue settentrionali (nyelâyu, kumak, caac, yuaga, jawe, nemi, fwâi, pije, pwaamèi, pwapwâ, dialetti della regione Voh-Koné), lingue centrali (cèmuhî, paicî, ajië, arhâ, arhö, orowe, neku, sîchë, tîrî, xârâcùù, xârâgùrè), lingue meridionali (nââ drubéa, nââ numèè) e lingue delle Isole della Lealtà (nengone, drehu, iaai).
Il faga uvea , o uveano occidentale, unica lingua neocaledone appartenente alla famiglia polinesiana, parlata sull’isola di Ouvéa. Il nome uveano occidentale nasce in contrapposizione all’uveano orientale parlato sull’isola di Wallis, chiamata in lingua nativa Uvea.
Il corso, un idioma appartenente all’area italo-romanza della famiglia delle lingue indoeuropee, parlato principalmente nel comune di Farino dai discendenti dei coloni provenienti dal comune di Farinole, in Corsica.

L’attività economica di più importante è l’estrazione e la lavorazione del nichel, che lo ha reso in pochi decenni lo stato più ricco dell’Oceania e una delle maggiori potenze economiche estrattive al mondo. Nel 2010, sono state estratte 138.000 tonnellate di questo metallo. Nel 2009, nel Paese si sono contati 99.000 ingressi e un totale di 141 milioni di dollari di entrate grazie al turismo, altra voce economica rilevante. Per quanto riguarda il settore primario, nello stesso anno sono state coltivate 2.600 tonnellate di mais e 16.500 di noci di cocco; inoltre sono stati contati 90.000 bovini, 37.000 suini, 12.000 equini e 600.000 volatili. Infine, sono stati ricavati 16.618 metri cubi di legname e 5.742 tonnellate di pesce. La rete stradale si estende per 4.926 km. Nel capoluogo, oltre al porto più importante dell’isola, si trova un aeroporto. Circa 3 persone su 10 hanno accesso ad internet.

L’arte principale è la scultura, utilizzata come ornamento per le capanne a tetto conico. Per questo tipo di capanne si ergono pilastri antropomorfi alti anche un metro e mezzo con un tetto impreziosito da figure di antenati o decorazioni astratte. Numeroso e variegato è il numero di maschere, esibite durante le feste. Peculiari sono le piccole “teste-moneta” decoranti gli scettri da cerimonia.

Nel luglio 2010 al tricolore francese è stato ufficialmente affiancato un vessillo[7] ideato dal Fronte di Liberazione Nazionale Kanako e Socialista (FLNKS), un partito politico che lotta per l’indipendenza dell’isola. Questa bandiera fu adottata dal partito nel 1980 ed è composta di tre fasce orizzontali di uguali dimensioni. Dall’alto verso il basso i colori sono il blu, Pantone 286c, rosso, Pantone 032c, e verde, Pantone 347c, con la presenza di un cerchio di colore giallo, Pantone 102c, dal diametro la cui lunghezza è due terzi dell’altezza della bandiera e spostato verso il lato del pennone. Il cerchio è bordato di nero e al suo interno vi è un disegno dello stesso colore. Il blu simboleggia il cielo e soprattutto l’oceano che circonda l’isola. Il rosso rappresenta il sangue versato dai kanaki durante la loro lotta per l’indipendenza, il socialismo e l’unità. Il verde simboleggia infine la terra e, per estensione, gli antenati seppelliti sotto di essa. Il disco giallo rappresenta il sole mentre il disegno al suo interno è una flèche faitière, un tipo di freccia che adorna i tetti delle case del posto, totem degli antichi villaggi kanak.

Una colonia britannica nel Nord America chiamata Nuova Caledonia si unì all’Isola di Vancouver per formare la colonia della Columbia Britannica, che si unì successivamente alla Confederazione Canadese e divenne una provincia del Canada. Il termine Caledonia è il nome latino che definiva anticamente l’attuale Scozia.

La Nuova Caledonia è dotata di uno status speciale, differente da quello delle altre proprietà extraterritoriali francesi. Viene amministrata da un Alto Commissario. A livello territoriale, il Governo viene esercitato da un Congresso formato dai componenti delle assemblee provinciali, per un totale di 54 membri. Le tre assemblee provinciali vengono elette a suffragio universale ogni 5 anni. Nel Parlamento francese la Nuova Caledonia viene rappresentata da un senatore e due deputati.

La Nuova Caledonia è suddivisa in 3 province e 33 comuni.

Provincia Sud:

1. Thio
2. Yaté
3. Île des Pins
4. Le Mont-Dore
5. Numea
6. Dumbéa
7. Païta
8. Boulouparis
9. La Foa
10. Sarraméa
11. Farino
12. Moindou
13. Bourail
14. Poya (parte sud)

Provincia Nord:

14. Poya (parte nord)
15. Pouembout
16. Koné
17. Voh
18. Kaala-Gomen
19. Koumac
20. Poum
21. Îles Belep
22. Ouégoa
23. Pouébo
24. Hienghène
25. Touho
26. Poindimié
27. Ponérihouen
28. Houaïlou
29. Kouaoua
30. Canala

Isole della Lealtà:

31. Ouvéa
32. Lifou
33. Maré