25 dicembre 2017

La Mongolia, con i suoi 1.565.000 km², è il 19º paese del pianeta per estensione territoriale (oltre cinque volte l’Italia).

Il paesaggio della Mongolia è molto variegato, con il deserto del Gobi a Sud e con le regioni fredde e montuose a Nord e Ovest. Gran parte della Mongolia è costituita da steppe. Il punto più alto in Mongolia è il picco Hùjtnij, nel massiccio Nayramdal Uur, a 4.374 m s.l.m. Il bacino del lago Uvs Nuur, condiviso con la Repubblica di Tuva (Russia), è uno dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il clima estivo è mite, mentre in inverno le temperature scendono fino a –40 °C e a –60 °C nella taiga[18].

Il Paese è anche soggetto a rigide condizioni climatiche (zud è il termine con cui i Mongoli definiscono un inverno particolarmente freddo e nevoso). Ulan Bator ha una temperatura media tra le più basse al mondo. La Mongolia è un Paese con un’altitudine tra le più alte al mondo. Ha un clima continentale e tendenzialmente ventoso, con inverni lunghi e rigidi, mentre nei mesi estivi, durante i quali avvengono la maggior parte delle precipitazioni annuali, il clima asciutto e salubre raggiunge i 25-30°C. In questa breve stagione il vento è protagonista: quello fresco da Nord, quello tiepido dal Gobi.

Il termine gobi è un termine mongolo che di solito si riferisce a una categoria di pascoli della steppa aridi e con vegetazione abbastanza sufficienti al sostentamento di marmotte e cammelli. I Mongoli sono soliti precisare tale differenza, anche se la distinzione non è sempre evidente ai turisti. I paesaggi del Gobi sono estremamente fragili e vengono facilmente distrutti dall’eccessivo sfruttamento della pastorizia, fenomeno in continua crescita che risulta dannoso per la sopravvivenza dei cammelli.

Wikipedia

Ulan Bator (pronuncia italiana Ulàn Bàtorin mongolo Улаанбаатар, traslitterato Ulaanbaatar) è la capitale e principale città (1.314.000 ab.) della Mongolia, situata nella parte centro-settentrionale del paese. Il nome della città, attribuito dal 1924, significa “Eroe Rosso”.

Ulan Bator si trova a 1350 metri sul livello del mare, poco a est del centro della Mongolia, sul fiume Tuul Gol, un sub-tributario della Selenga, in una valle ai piedi del monte Bogd Han uul.

A causa dell’altitudine, della distanza dal mare, delle caratteristiche climatiche del continente e, sicuramente in parte minore, a causa della latitudine, comunque sotto al 50º parallelo, Ulan Bator è la più fredda capitale nazionale del mondo, con un clima subartico influenzato dai monsoni (classificazione dei climi di Koppen Dwc) con brevi e tiepide estati (temperatura media di luglio: 18-20°) e freddi, secchi e lunghissimi inverni (temperatura minima media di gennaio: −25°). La temperatura più bassa registrata nella capitale mongola è -49 °C che ne fa la seconda capitale mondiale dopo i -51.6 °C di Astana, ma la prima come temperatura media annua più bassa. Il valore più alto registrato è di +38,6 °C

La temperatura media annua è −1,3 °C; essendo la temperatura media leggermente inferiore allo zero centigrado la città è nella zona del permafrost sporadico, per cui in estate i suoli esposti al sole scongelano in superficie ma, in funzione della esposizione, a breve profondità il suolo è spesso comunque gelato, e di per sé quindi molto stabile. Questo fatto rende più difficile e costosa la realizzazione di fabbricati di grandi dimensioni, dato che intaccando il suolo in profondità con le fondazioni si rischia di trasferirvi calore, modificandone in modo pericoloso le condizioni fisiche. Il fatto è drammaticamente enfatizzato dalle variazioni climatiche (riscaldamento globale) sul lungo periodo, che producendo come effetto, in tali zone di transizione, la riduzione dei suoli permanentemente gelati (il suolo si scongela a maggiore profondità), vengono ad essere modificate e compromesse per conseguenza le condizioni di stabilità del suolo e quindi delle fondazioni, in sintesi il suolo diventa improvvisamente molle ed incoerente. I residenti nella periferia vivono nelle tradizionali yurte, che essendo molto leggere non necessitano di particolari fondazioni e quindi non impattano sul terreno.